Curiosità e leggende

Le cotolette di Sant’Alfonso

S. ALFONSO MARIA de’ LIGUORI iniziò a studiare teologia in casa e nel 1726 fu ordinato sacerdote. Per due anni si dedicò all’attività apostolica nel regno di Napoli e si guadagnò la reputazione di predicatore schietto e di confessore efficace, che evitava le ricercatezze e il rigorismo giansenista. «È un piacere ascoltare le sue prediche: lei dimentica la sua persona e predica Gesù Cristo», gli fu detto. Trattava i penitenti come anime da salvare e non come criminali da punire o spaventare. Si dice che non abbia mai rifiutato l’assoluzione ad alcuno. Ma certuni trovavano da ridire sul suo comportamento. Egli organizzò i “lazzaroni”, cioè i disoccupati e gli sfaccendati di Napoli, in gruppi che si riunivano per ricevere l’istruzione religiosa. Una volta rimproverò uno dei membri che mostrava eccessivo zelo per il digiuno e a un altro prete aggiunse: «Dio vuole che per vivere mangiamo; se avete ricevuto delle cotolette, mangiatele e siate riconoscenti: vi faranno bene». La storia cominciò a circolare e si volse a discredito di Alfonso: si disse che i gruppi erano società segrete di epicurei o quietisti o addirittura che facevano parte di una nuova setta chiamata “Le cotolette”. Alcuni membri furono arrestati e Alfonso dovette spiegare che cosa fosse successo.1